REPARTO N° 6

cronache da un (ex) manicomio
martedì, 27 febbraio 2007

Due giorni sull'antipsichiatria

Due giorni antipsichiatrici al Mezcal Squat di Collegno.
OPG Ospedale Psichiarico Giudiziario
Ovvero quando lo stato tortura per curare

giovedì 1 marzo
Cena Bellavita e a seguire spettacolo di improvvisazione teatrale sull'istituto manicomiale

venerdì 2 marzo
Cena Bellavita, proiezione di "Socialmente Pericolosi - O.P.G. Aversa" e dibattito/discussione sulla psichiatria.

Tutto questo al Mezcal Squat, c.So Pastrengo, nel cuore del parco della Certosa.

COME ARRIVARE:

BUS 33 E 33 BARRATO DA TORINO C.SO VITTORIO EMANUELE ANGOLO V.ARSENALE BUS 37 PARTENZE
DALL'UNIVERSITA' DI GRUGLIASCO E DA PIANEZZA
ALTRI BUS CHE PASSANO IN ZONA:36,38,87,44
ANCHE DA ALMESE, CONDOVE,RUBIANA,VALDELLATORRE GIVOLETTO-LA CASSA

SE ARRIVI IN TRENO:
DA PORTANUOVA C'E' IL TRENO PER BUSSOLENO/SUSA/BARDONECCHIA,LA PRIMA FERMATA E'
COLLEGNO,LA STAZIONE E' A POCHI PASSI DALL'ENTRATA DELLA CERTOSA...

CON IL METRO':
DAL CAPOLINEA XVIII DICEMBRE(PORTASUSA) ARRIVI FINO AL CAPOLINEA "FERMI"
PRENDERE IL 33 O 33 BARRATO DIREZIONE COLLEGNO :2 FERMATE
E TI TROVERAI ALL'ENTRATA DI CORSO PASTRENGO...

MEZCAL SQUAT ISLAND
CORSO PASTRENGO COLLEGNO-TO ARRIVATI AL BENZINAIO DI CORSO PASTRENGO C'E' UN AMPIO
PARCHEGGIO E LI DIETRO ATTRAVERSANDO IL PARCO VICINO ALLA PIAZZA CIRCOLARE DELLA PACE

TROVERAI LA CASA...

postato da Lazaric alle ore 20:06 | link | commenti
categorie: antipsichiatria
domenica, 25 febbraio 2007

Stefano Massini in ‘L’odore assordante del bianco’ @ Fabbricone, Prato

Fino al 25 Febbraio

Vincent Van Gogh passò un periodo della sua vita al manicomio di Saint-Paul-de-Manson, in Provenza, alla fine del giugno del 1889. Fu internato con la diagnosi di epilessia, alcolismo e schizofrenia dopo aver malmenato il povero Gauguin ed essersi tagliato la parte inferiore dell'orecchio sinistro per regalarla ad una prostituta del quale si invaghì. La storia del geniale pittore olandese è comunque solo un pretesto con cui Stefano Massini, scrittore toscano appena trentenne, dipinge ‘il ritratto spietato di un uomo che fa guerra alla sua testa’. ‘L’odore assordante del bianco’ (edito da Ubu Libri) è uno spettacolo che ci proietta nelle atmosfere gelide e anonime di un manicomio in cui si consuma un dramma umano. Il testo, vincitore del prestigioso premio Tondelli, si districa nel labirinto mentale del genio, analizza in profondità il suo tormento interno in bilico tra la follia e lucidità. Non capita spesso di vedere rappresentati giovani autori quindi è meglio non lasciarsi perdere l’occasione.

L






 



Teatro Metastasio Stabile della Toscana  Nuove produzioni



L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO



scritto e diretto da Stefano Massini
scene Laura Benzi
costumi
Micol J. Medda
luci
Roberto Innocenti
con
Mauro Malinverno,
Antonio Fazzini, Roberto Posse,
Fernando Maraghini, Massimiliano Paggetti,
Roberto Gioffré

Il testo ha vinto il Premio Pier Vittorio Tondelli
nell’edizione 2005 del Premio Riccione.
La Giuria, presieduta da Franco Quadri ne ha riconosciuto
la “scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica,
in grado di ridarci anche visivamente il tormento con feroce immediatezza espressiva”.
postato da Lazaric alle ore 00:02 | link | commenti
categorie: teatro
domenica, 18 febbraio 2007

Sull’attuale impasse della psichiatria

Giovanna Gallio ne La libertà è terapeutica? riconosce un processo virutoso nel reciproco confronto dialettico all’interno della pratica psichiatrica tra le posizioni di chi ne vuole modernizzare le istituzioni e chi invece si pone contro di esse. Probabilmente oggi è proprio questa seconda posizione a mancare all’interno dei servizi immiserendoli. La scomparsa di queste posizioni probabilmente è dovuta a diversi fattori. Senz’altro non sono più quei tempi: gli anni ’70 sono finiti da un pezzo e con loro l’idea di impegno e di sovvertimento rivoluzionario della società (certo non è esaurita la spinta e il desiderio almeno in certi settori della società a cambiarla ma soggetti e modalità partecipative sono notevolmente diversi). L’ideologia basagliana poi (o sarebbe meglio chiamarla basaglista?!) ha fatto e fa passare le “proprie” istituzioni (proprie se non altro perchè nate o piuttosto suggerite dalla legge che - più o meno correttamente - viene definita Basaglia) come buone per cui qualsiasi critica radicale colpevolizza l’autore di questa critica come cattivo (non è una novità di questa dinamica Jervis già ne parlava nel suo articolo Il buon rieducatore... ed era il 1976!!!). Curiosamente – ma neanche tanto a ben pensarci – chi all’epoca si poneva contro l’istituzione ora si trova dall’altro lato della barricata a difenderla (un po’ anche per difendere il proprio operato negli anni che furono). C’è però anche da dire che chi oggi ha posizioni antistituzionali ha ormai abdicato – forse anche per la situazione viscosa della psichiatria (solo italiana?) sedicente democratica ma praticamente repressiva – ad ogni impegno pratico: ormai sono impensabili psichiatri come Ronald Laing, David Cooper, o Giorgio Antonucci.

e Giuseppe Bucalo (se le mie informazioni non sono errate) è stato allontanato dai servizi di salute mentale...

postato da Lazaric alle ore 10:20 | link | commenti
categorie:
domenica, 11 febbraio 2007

GENIO ALLO STATO PURO

Se c'è un uomo affascinante nella letteratura dell'inizio del 20° secolo, questi è Raymond Roussel : RAYMOND ROUSSEL 1877/1933 dandy , erede di una fortuna colossale, sua madre completamente pazza sprecava questa fortuna in eccentricità tipo viaggiare con la sua bara al sèguito. Era la moglie del più grande agente di cambio dell'epoca, suo padre aveva creato la società degli autobus francesi.
Roussel era particolarmente isolato, completamente offuscato dalla sua arte e dagli scacchi. Viveva in un hotel di Parigi, circondato di opere d'arte straordinarie, non riceveva praticamente nessuno, servito soltanto da un domestico che egli non voleva mai vedere. Aveva fra l'altro un equipe di chef di cucina, degna di un grande ristorante. Aveva abitudine di prendere i suoi 5 pasti colazione - pranzo - merenda - cena e soupe de nuit, in una sola volta. Si metteva a tavola alle 10, cominciava con un cioccolato viennese, brioche allo zucchero filato, omelette ai tartufi, per passare al pranzo, che comprendeva minestra, antipasto, pesce, verdura pollo, carni rosse o selvaggina, formaggi, frutto, pasticceria, caffè, amaro. Continuava con il pranzo, e via via per finire con una zuppa. Queste riunioni frugali erano sempre in completa solitudine. Per fornire la sua tavola di prodotti freschi, due Rolls-Royce facevano la spola tra la Costa Azzurra e l'hotel. Appassionato di letteratura, pubblicava le sue opere in edizione limitata su carta Giapponese, che poi regalava ad alcuni amici. Le sue opere teatrali che costituiscono l'essenziale della sua produzione, le allestiva soltanto per tre rappresentazioni. Per l'occasione affittava un teatro per la prima e per due repliche che destinava ad un pubblico selezionato da lui. I teatri erano solitamente i più in voga dell'epoca, con i migliori costumi, ed i migliori attori del periodo.
Le sue opere teatrali erano ovviamente fiaschi completi, di cui totalità Parigi ne rideva e se ne faceva sberleffo. Egli aveva abitudine di ripubblicare le sue edizioni limitate quando modificava anche solo un paragrafo, per sostituirle con la nuova edizione in tiratura limitata, sempre su carta Giapponese, rilegata in cuoio. Un'altra delle sue manie era di portare soltanto della biancheria intima nuova, mai lavata.
Una delle tante sue stranezze è questa: un giorno decide di fare un viaggio in India. Per l'occasione affitta uno yacht enorme per lui ed alcuni amici. Naturalmente passa tutto il viaggio chiuso nella sua cabina, mentre i suoi ospiti si divertono. Quasi giunti a destinazione, il capitano fa riferire a Roussel che le coste sono in vista. Lui accorre a prua della nave, prende il binocolo del capitano e dice " Sono quelle le Indie?? Dietrofront, si torna a casa"
La sua opera è tutta un enigma del linguaggio. La sua scrittura dipende dal metodo che lui ha inventato fatto di sciarade a cassetti, calembours, assonanze, rebus, interpretazioni della parola a più piani. Il suo primo lavoro "Impressioni d'Africa " è divisa in due parti, la prima è un resoconto coloniale allucinato, la seconda è una nuova lettura della parte iniziale, ma vista sotto l'aspetto del suo metodo. Due storie che si intrecciano. Esporrà nei dettagli questa tecnica in un altro lavoro "Come ho scritto alcuni dei miei libri ".
La sua opera resterà a lungo trascurata ed enigmatica. Lo scrittore Jean Cocteau più tardi qualificherà Roussel, "genio allo stato puro ", ma la sua opera resterà e resta accessibile solo a pochi iniziati.
Il 14 luglio 1933, a Palermo, il medico Farina constata il decesso del cittadino francese Raymond Roussel verificatosi nella notte al Grand Hotel Delle Palme. La causa della morte è overdose di stupefacenti, di cui il suo cameriere teneva una contabilità rigorosa, che comprendeva dei cocktail impressionanti di decine di psicotropi dell'epoca.

da: http://www.noveporte.it/dandy/documenti/roussel.htm

postato da Lazaric alle ore 12:09 | link | commenti
categorie: storie di pazzi e di normali
venerdì, 02 febbraio 2007

L'ATTESA E' LA NOSTRA PEGGIOR NEMICA. CONTRATTO SUBITO!

L’IVC [indennnità di vacanza contrattuale] non dovrà essere riconosciuta a partire da aprile 2006, non
essendo intervenuta una delle condizioni previste ai sensi
dell’art.10 lettera c) del CCNL, ovvero la presentazione della
piattaforma da parte delle Organizzazioni Sindacali. (dal sito
della Confcooperative di Brescia)

COSA VUOL DIRE TUTTO QUESTO?

Che anche stavolta coloro (CGIL, CISL e UIL), che si sono
autoproclamati unici possibili interlocutori per le Associazioni
Cooperative nelle trattative per il rinnovo dei Contratti
Nazionali, NON HANNO FATTO UN BEL NIENTE PER RINNOVARE IL NOSTRO
CCNL

Che da 13 mesi siamo con il Contratto scaduto e i nostri salari
sono fermi

Che anche stavolta, come in passato, quando e se verrà rinnovato,
comporterà una grossa perdita degli arretrati dovuti, un ennesimo
regalo alle loro care amiche Cooperative e loro Associazioni.

Che nella classifica dei lavoratori e lavoratrici per loro siamo
gli ultimi, e quando diciamo loro parliamo di sindacati
confederali come delle stesse forze di Governo che nemmeno
stanziano fondi per il nostro Contratto Nazionale. I soldi
dovranno essere trovati all'interno di quanto stanziato per gli
Enti Pubblici, peraltro risorse tagliate dall'ultima Finanziaria
benedetta dalla stessa CGIL.

MA I NOSTRI BISOGNI NON POSSONO ATTENDERE

Siamo il Popolo delle 800 euro al mese, della massima precarietà,
della illegalità costante che si registra negli appalti.
Coloro che non possono pensare di rinunciare anche a quei miseri
euro che potranno scaturire dal rinnovo del CCNL delle
Cooperative Sociali, che dovremmo non volere, rifiutare e
oltraggiare nei peggior modi che la nostra fantasia ci mette a
disposizione.
Coloro che per primi hanno visto applicare la Legge Biagi, tolto
l'articolo 18 nel disinteresse, o peggio con l'approvazione, di
chi si dice difensore dei lavoratori e lavoratrici.

Sappiamo cosa vogliamo, salari al pari dei nostri colleghi che
lavorano nel pubblico, un'assunzione stabile fuori dalle ignobili
logiche vessatorie dell'appalto, perchè sappiamo che anche
attraverso questo si rivendicano servizi migliori e pubblici.

Che in tutti i posti di lavoro si ricominci a rimettere fin da
subito al centro del dibattito, nelle assemblee e nella lotta
queste due questioni: salario e fine della precarietà.

COMINCIAMO A FARLO DAL NOSTRO CONTRATTO SENZA PEMETTERE CHE
QUALCUNO DECIDA PER NOI COME DOVREMO VIVERE I PROSSIMI 4 ANNI.



Cdlc NEWS
Sito di riferimento:
http://www.ecn.org/cdlc

postato da Lazaric alle ore 19:25 | link | commenti (2)
categorie: lavoro, cooperazione

Chi sono

Utente: Lazaric
"Nel cortile dell'ospedale c'è un piccolo padiglione, circondato da tutto un bosco di lappole, di ortica e di canapa selvatica. Il suo tetto è rugginoso, il tubo del camino è a metà crollato, gli scalini della scala principale sono marciti e c'è cresciuta l'erba, e dell'intonaco son rimaste soltanto le tracce. La facciata anteriore è rivolta verso l'ospedale, quella posteriore guarda nella distesa dei campi verdi da cui lo separa il grigio recinto dell'ospedale, tutto chiodi. Questi chiodi, con le punte rivolte all'insù, e il recinto e lo stesso padiglione hanno quello speciale aspetto triste che da noi hanno soltanto le costruzioni ospedaliere e carcerarie. Se non avete timore delle scottature d'ortica, inoltriamoci per lo stretto sentiero che conduce al padiglione, e guardiamo che cosa succede là dentro."

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