La scienza tra etica e profitto, un rapporto ambiguo in cui gli interessi privati rischiano di compromettere la trasparenza dell'informazione scientifica, in particolare in biologia e nei suoi tradizionali filoni applicativi, dalla biomedicina agli Ogm, studi recenti dimostrano che in molti casi la letteratura scientifica, benchè pubblicata sulle testate più prestigiose, è di dubbia attendibilità, specie su temi «sensibili» per l'industria.
Che cosa sta accadendo, dunque, alla ricerca e alla comunicazione biomedica? E' ancora possibile sollevare la questione morale della scienza?
Al IV Congresso internazionale «Scienza e società - Etica, conoscenza scientifica, comunicazione«, organizzato dalla Fondazione Diritti Genetici il 29 e 30 novembre a Roma, la testimonianza di Richard Smith, ex direttore del British Medical Journal, alla guida della prestigiosa rivista per 12 anni, autore del libro «The trouble with medical journals«, e di Jean-Michel Panoff, microbiologo dell'Università di Caen (Francia), collaboratore del biologo molecolare Gilles Eric Séralini nello studio indipendente che nella primavera scorsa confutò le valutazioni rassicuranti presentate dall'Efsa sul mais transgenico Mon 863.
La due giorni di riflessione proseguirà poi con scienziati, filosofi, giornalisti, e vedrà confrontarsi, fra gli altri, Ermanno Bencivenga, Filosofo della scienza all'Università della California; Marcello Cini, Fisico ed epistemologo all'Università La Sapienza di Roma; Luisella Battaglia, Bioeticista all'Università degli Studi di Genova, che affronterà il tema dell'abuso dei test genetici in medicina; Giuseppe Altamore, saggista e giornalista di Famiglia Cristiana, autore del libro «I padroni delle notizie. Come la pubblicità occulta uccide l'informazione».
Aprirà i lavori Mario Capanna, Presidente Fondazione Diritti Genetici.
Dopo l'esperienza di coordinamento della Consultazione nazionale su Ogm e modello di sviluppo agroalimentare - che ha già raccolto più di tre milioni di voti firmati per un' agricoltura sostenibile e libera da organismi transgenici, e che si concluderà il 9 dicembre prossimo -, la Fondazione Diritti Genetici apre dunque un confronto tra il mondo della scienza e quello degli editor scientifici sul tema della credibilità dell'informazione, come tappa ulteriore della grande mobilitazione nazionale che si sta svolgendo nel Paese .
A conclusione dei lavori, venerdì 30 alle ore 21.30, sarà rappresentato «Mi fido di te«, spettacolo tratto dall'omonimo romanzo di Massimo Carlotto e Francesco Abate, con Massimo Carlotto e Francesco Abate (voci narranti), Loris Contarini (voce recitante) e Maurizio Camardi (sassofoni, flauti elettrici, elettronica), un affascinante noir sul mondo della sofisticazione alimentare, in scena per la prima volta.
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.
fondazionedirittigenetici.org
I dubbi degli anti-Ogm sul lavoro dell'Efsa
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Durante il convegno “Scienza e societa” la Fondazione Diritti genetici, organismo di ricerca scientifica indipendente, ha denunciato che gli studi fatti dall'Efsa, l'agenzia europea per la sicurezza alimentare, «non vanno fino in fondo e si accontentano di dati spesso carenti e incompleti sugli ogm e le loro possibili conseguenze sulla salute e l'ambiente». «La nostra attività è per certi versi simile a quella dell'Efsa - spiega Matteo Lener, biologo che coordina alcuni studi della Fondazione - perché facciamo delle analisi di valutazione indipendenti, utilizzando lo stesso materiale che usa l'Efsa, oltre alla bibliografia scientifica sui possibili impatti dell'Ogm nell'ambiente e nella salute, proiettandoli sulla realtà italiana».
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Durante il convegno della Fondazione diritti genetici, il presidente Mario Capanna aveva fatto una distinzione tra scienza buona e scienza cattiva, foraggiata da industrie farmaceutiche e multinazionali e interessata solo al profitto. «È contro questa cattiva scienza e scienziati “squillo-profittuali” che bisogna lottare e di cui bisogna diffidare.
Un caso emblematico di cattiva scienza è rappresentato dal professor Umberto Veronesi» ha accusato Capanna, secondo il quale Veronesi avrebbe in più sedi dichiarato che grazie al riso transgenico Golden rice e ai suoi precursori della vitamina A è sparita la cecità dovuta a questo problema nei bambini cinesi. «Peccato che il Golden rice per ora non esiste e non è in commercio - ha concluso Capanna - e quindi non è mai stato mangiato da nessun bambino. Un dettaglio non indifferente, soprattutto se si considera che Veronesi è anche il vice-presidente di Genextra, società biotech che gode di finanziamenti privati».
di Michele Buono, Piero Riccardi
In onda domenica 25 novembre ore 21.30
L'anno scorso l'inchiesta "Gli Esternalizzati", quest'anno Report torna sul tema. Esternalizzare è quella pratica di dare in appalto all'esterno una parte di attività di un ente, di un'azienda. Se si esternalizza personale si deve passare attraverso un'agenzia interinale, se invece ci si affida a cooperative e ditte si deve appaltare un servizio completo. Spesso i servizi appaltati non sono servizi e i costi dell'azienda invece di diminuire aumentano. A rimetterci sono i lavoratori che scontano paghe basse e minori diritti. Loro diventano la merce di questi appalti.
Vedremo in quale forma viene mascherata la somministrazione di manodopera, con appalti di servizi.
L'inchiesta di quest’anno vuole scavare dietro a questi interessi. Chi sono, chi si muove dietro questi appalti? Esistono dei cartelli? Se si a chi fanno capo?
La casa era gestita da una donna di nome Laura che faceva prostituire, nell'immobile preso in locazione, ragazze brasiliane clandestine e la figlia affetta da disturbi mentali ed in cura al Cim Grazie all'abilità degli operanti e all'aiuto di operatrici di un centro antitratta del Comune di Roma, è stata vinta la diffidenza di alcune ragazze clandestine, che si prostituivano nell'immobile.
In base ai fatti accertati la tenutaria della casa d'appuntamenti (V. L. di anni 57) è stata arrestata per i reati di sfruttamento della prostituzione, sfruttamento e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e circonvenzione di incapace. È stato accertato inoltre che l'arrestata, dopo aver messo inserzioni su quotidiani nazionali, controllava le sue sottoposte fungendo da "centralinista", ovvero era lei che rispondeva al telefono ed indicava ai clienti l'indirizzo e orario per l'appuntamento (in maniera tale, da essere sempre a conoscenza di quanti clienti frequentavano l'appartamento).
Si procedeva inoltre a porre sotto sequestro l'immobile utilizzato e ad avviare le pratiche di richiesta di permesso di soggiorno per motivi di giustizia per le clandestine che hanno collaborato
http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/romatenutaria1611.htm
SCOPERTA DI MILLE ANNI FA - Jarl Flensmark dell'universitá di Malmo (Svezia), è lo studioso cui sui deve la «vertiginosa» associazione fra schizofrenia e tacchi alti. Del resto lui dice di avere le prove che i primi casi di schizofrenia sono apparsi proprio quando sono state inventate queste calzature: circa mille anni fa. Le prime scarpe con i tacchi sono comparse infatti in Mesopotamia, la stessa area nella quale sono stati osservati i primi pazienti psichiatrici. In Inghilterra, dal '700 in poi, le donne hanno scoperto il fascino dei tacchi alti e di pari passo si è assistito a un inspiegabile lievitare di casi di schizofrenia. Stesso discorso anche in Nord America, mentre fra i nativi, che utilizzano solo mocassini, di patologie mentali non se ne osservano molte. E c'è anche la spiegazione della curiosa correlazione: quando camminiamo con i piedi ben piantati per terra, secondo gli epigoni della teoria in questione, i movimenti del piede stimolano i recettori delle nostre estremità, aumentando l'attivitá delle cellule cerebrali. Sollevando il tallone, i recettori vengono stimolati di meno e tutto ciò provoca una variazione nella produzione interna di dopamina, sostanza nota agli psichiatri per avere un ruolo chiave nell'insorgenza della schizofrenia. Conclusione: volete fare a meno dei tachi alti? Può essere un'idea. Non è detto che dobbiate visitare meno spesso lo psichiatra, ma ci sono ragionevoli possibilità che spendiate meno in consulti con l'ortopedico causa slogature.

(Afp)
JET-LEG E MALATTIE MENTALI - Sotto il prpfilo della «creatività» scientifica c'è da dire che però in Israele non hanno nulla da invidiare alla Svezia. Riporta il quotidiano inglese «Daily Mail» che alla Hebrew University e Hadassah Medical School in Israele (peraltro assai quotata) , alcuni esperti hanno verificato che le variazioni nella secrezione di melatonina, condizionate dal ritmo luce-buoi e quindi dal cambiamento di fuso orario legato ai lunghi viaggi all'estero, sono alla base di molte malattie della psiche, come ansia, depressione e varie fobie. Non è che sia una teroia poi così strampalata: provate a fare un volo transtalantico (e ritorno) tre volte alla settimana e sicuramente non sarete esattamente padroni di voi stessi. Ma da qui da sostenere un nesso causa effetto ad alta significatività statistica ce ne passa.
Fonte: http://www.corriere.it/salute/07_ottobre_30/bizzarrie_mediche.shtml
Hombre normal que por un momento
cruzas tu vida con la del esperpento
has de saber que no fue por matar al pelícano
sino por nada por lo que yazgo aquí entre otros sepulcros
y que a nada sino al azar y a ninguna voluntad sagrada
de demonio o de dios debo mi ruina

Leopoldo María Panero Dal manicomio di Mondragón. Testo spagnolo a fronte, Roma, Azimut, 2007 [Poemas del manicomio de Mondragón, Madrid, Hiperion, 1987]