REPARTO N° 6

cronache da un (ex) manicomio
lunedì, 21 gennaio 2008

Paziente si suicidò in ospedale, condannata l'equipe psichiatrica

Paziente suicida nell'Ospedale di Ciriè (Torino). Cinque psichiatri condannati a 4 mesi di reclusione per omicidio colposo

Il 17 marzo del 2002, Giuseppe Borello, 38 anni, geometra di Caselle, si tolse la vita gettandosi da una finestra dell' ospedale di Ciriè: l' uomo, che era sposato ed aveva un figlio di 10 anni, era ricoverato nel repartino psichiatrico del nosocomio a causa di una grave forma di depressione. Per questo, ieri, è stato condannato il primario del dipartimento di Igiene mentale dell' Asl 6 di Ciriè e tutto lo staff di medici che coordinava all' epoca dei fatti. «Sentenza inattesa, motivazioni tutte da leggere e studiare a fondo e, ovviamente, ricorso alla Cassazione. Il tutto nella massima convinzione della piena correttezza dell' agire del mio assistito». è laconico quanto amaro il commento dell' avvocato Anna Ronfani, il legale che con il collega Alberto Mittone, difende il professor Maurizio Desana, primario del dipartimento di Igiene mentale dell' Asl 6. La sentenza è stata emessa ieri, dalla terza sezione della Corte d' appello di Torino: il professionista è stato condannato per omicidio colposo al minimo della pena (4 mesi). Stessa condanna anche per i colleghi in servizio nel repartino psichiatrico dell' ospedale di Ciriè: si tratta dei medici Giuseppa Di Franco, Cristina Donadio, Giulietta De Carli e Michele Pessot. La sentenza di ieri emessa dal presidente Witzel, ribalta completamente quella che era stata emessa in primo grado dal giudice Edorado Denaro, che aveva assolto tutti i medici coinvolti nella vicenda e aperto, di fatto, un dibattito scientifico-giuridico su quali dovessero essere i metodi per controllare, senza tarparne completamente la libertà, i movimenti delle persone affette da disturbi. (Fonte: La Repubblica del 17/01/08)

postato da Lazaric alle ore 16:01 | link | commenti (2)
categorie: suicidio, storie di pazzi e di normali
domenica, 20 gennaio 2008

Senza parole

da Enigmistica per tutti, dicembre 2007
postato da Lazaric alle ore 21:26 | link | commenti
categorie:
giovedì, 10 gennaio 2008

Il fisico del medico

“Un bel fisico, vale a dire un fisico nobile e virile, è forse, in generale, una delle condizioni principali per riuscire nella nostra professione; è indispensabile soprattutto quando si ha a che fare con i folli, per riuscire a imporsi su di loro. Capelli bruni o incanutiti dagli anni, occhi vivaci, contegno fiero, membra e torace che comunichino forza e salute, lineamenti marcati, voce forte ed espressiva: sono questi i tratti che esercitano di solito una grande impressione su coloro che si credono al di sopra di tutti gli altri. Certamente è lo spirito il regolatore del corpo; ma questo non è evidente sin da principio, ed è necessario passare attraverso le forme esteriori per aver ragione della moltitudine.”

François Emmanuel Fodéré (1764-1835) Traité du délire appliqué à la médecine, à la morale et à la législation, vol. II, sex. VI, cap. 3: “Du choix des administrateurs, des médicins, des employés et des servants”, Croullebois, Paris, 1817, pag. 230-231.

Lucas, Uliano      Ritratto di Giuseppe dell'Acqua

da Michel Foucault Le pouvoir psychiatrique. Cours au Collège de Frnace 1973-1974, Seuil/Gallimard, Paris, 2003; trad. it. di Mauro Bertani Il potere psichiatrico. Corso al Collège de France 1973-1974, Feltrinelli, Milano, 2004, pag. 15-16

postato da Lazaric alle ore 21:59 | link | commenti
categorie: storie di pazzi e di normali

Chi sono

Utente: Lazaric
"Nel cortile dell'ospedale c'è un piccolo padiglione, circondato da tutto un bosco di lappole, di ortica e di canapa selvatica. Il suo tetto è rugginoso, il tubo del camino è a metà crollato, gli scalini della scala principale sono marciti e c'è cresciuta l'erba, e dell'intonaco son rimaste soltanto le tracce. La facciata anteriore è rivolta verso l'ospedale, quella posteriore guarda nella distesa dei campi verdi da cui lo separa il grigio recinto dell'ospedale, tutto chiodi. Questi chiodi, con le punte rivolte all'insù, e il recinto e lo stesso padiglione hanno quello speciale aspetto triste che da noi hanno soltanto le costruzioni ospedaliere e carcerarie. Se non avete timore delle scottature d'ortica, inoltriamoci per lo stretto sentiero che conduce al padiglione, e guardiamo che cosa succede là dentro."

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