REPARTO N° 6

cronache da un (ex) manicomio
venerdì, 20 marzo 2009

Psichiatria e nazismo

"Se non possiamo cambiare il senso della storia, possiamo ricordare alle nuove generazioni che il passato non deve essere dimenticato."

Venerdì 27 marzo 2009 alle 20:45
Casa del popolo
via Carnaro 10 33170 Pordenone

Incontro con
-  Lorenzo Toresini, Primario del Servizio psichiatrico del comprensorio sanitario di Merano
- Angelo Lallo, ricercatore storico


Il tema Psichiatria e Nazismo non è una novità assoluta, anche se ancora troppi, pur tra gli psichiatri, non conoscono il problema. La pulizia etnica applicata ai folli si è verificata, oltre che in Germania anche in Italia, in Francia, Grecia e sicuramente nei paesi occupati dall'esercito dei Reich, anche se di questi ultimi (Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria ecc.) non abbiamo conoscenza. È da riconoscere che il problema è tornato in evidenza dopo la discussione tra alcuni psichiatri tedeschi a partire dagli anni '80 sotto lo stimolo delle ricerche e delle pubblicazioni
di Klaus Dörner (direttore dell'Istituto psichiatrico di Gütersloh) ed è stato poi affrontato anche in Italia.

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postato da Lazaric alle ore 13:18 | link | commenti (3)
categorie: politica, antipsichiatria, critica alla scienza
lunedì, 16 marzo 2009

Ultime notizie

La scorsa settimana il mondo della "psichiatria" è balzato agli onori (per così dire) delle cronache per due episodi molto diversi ma che hanno avuto entrambi grossa eco: il primo è il caso di un omicidio di cui si è macchiato un “malato mentale” che poco prima del evento delittuoso era già stato fermato dai carabinieri per porto abusivo di coltello e condotto in pronto soccorso da cui poi si sarebbe allontanato.
Al di là delle condiserazioni sulla mancanza di attenzione ed ascolto di una persona in stato di agitazione (presumo) da parte del personale medico e infermieristico del pronto soccorso in cui era stato portato dalla forza pubblica la cosa più agghiacciante è stata come i “media” hanno presentato l'episodio spingendo sulla criminalizzazione di chi ha disturbi mentali dipinti come pericolosi a sé e agli altri e conseguente attacco alla legge 180 e richiesta di maggior controllo verso questi soggetti. Era un po' che “zingari” e rumeni avevano rubato la scena ai “matti” nell'immagine sociale di soggetti più pericolosi... questa pare sia stata – a parere di buona parte dei giornalisti perlomeno – l'occasione per rifarsi... una campagna così violenta contro la libertà e la dignità delle persone con disturbo mentale era tempo non si vedeva.

L'altra notizia sconvolgente proviene dal già tristemente noto istituto papa Giovanni XXIII di Serra d'Aiello, in provincia di Cosenza in cui pare che 12 degenti siano scomparsi nel nulla, almeno 15 morti in modo sospetto e centinaia i ricoverati che hanno subito lesioni gravi in modo ripetuto...
Gli investigatori ipotizzano che dentro la casa di cura, personaggi non ancora identificati, avrebbero fatto sparire uomini e donne per appropriarsi dei loro beni e forse organizzare anche traffici di organi. Questi nuovi filoni d'indagine seguono quello principale che ha riguardato la scoperta, da parte del magistrato cosentino, del tesoro di monsignor Alfredo Luberto, che ammonta a circa 15 milioni di euro. L'elenco dei beni sequestrati all'alto prelato comprende: abitazioni di lusso, dodici automobili alcune delle quali di grande valore, quadri di pittori famosi tra i quali uno Schifano, libretti al portatore e diversi certificati di deposito. Quelli elencati sono solo alcuni dei beni a disposizione del sacerdote amante del lusso, amministratore unico di un istituto, il Papa Giovanni, un lager con letti infestati da zecche e acari della scabbia.
Solito improbabile reazione della chiesa a questa notizia (chiesa la cui funzione storica all'interno di manicomi, opere pie è già tristemente nota. Oltretutto è l'unica lobby a riuscire ad avere abbastanza potere da riuscire ad raccimolar denari – e non pochi – anche laddove gli psichiatri sedicenti democratici imperano).
In ogni caso un bell'esempio di «clinica psichiatrica umanizzata» del tipo in cui prossimamente con la modifica della 180 potranno essere fatti i tso (e visto la qualità alberghiera del servizio c'è da stare allegri se i tso potranno essere praticamente eterni – e comunque di durata fino a 3 mesi, rinnovabili con apposita verifica e autorizzazione – visto che la proposta di legge prevede che il tso cessa se il paziente dà "valido consenso", e sia ritenuto credibile e che continuerà ad assumere in regime di trattamento sanitario volontario le «terapie necessarie» ).
Necessario però leggere le dovute precisazioni di Assunta Signorelli psichiatra, responsabile dall'agosto 2006 della Direzione Sanitaria dell'Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d'Aiello sulla vicenda che sottolinea mistificazioni e – di nuovo – speculazioni giornalistiche e politiche...

In attesa di nuove notizie psichiatriche...
postato da Lazaric alle ore 14:16 | link | commenti (2)
categorie: politica, tso , stigma, 180
lunedì, 09 marzo 2009

Tutti morimmo a stento

ovvero conferenze, tossicodipendenze, (forum) salute mentale e democrazia

Navigando, navigando mi sono imbattuto in questo sito in cui si parla della 5° Conferenza nazionale sulle droghe in programma a Trieste dal 12 al 14 marzo e delle varie iniziative di dissenso che le fioriranno intorno.
Leggendo qua e là mi imbatto in un'intervista a don Andrea Gallo (il fatto che fosse amico di Fabrizio De André – anche se un po' mi disturba il fatto che lo esibisca in continuo – fa sì che in ogni caso legga sempre con attenzione quanto scrive).
Vengo a sapere che il Forum Salute Mentale aderisce a questa conferenza alternativa a quella governativa sulle tossicodipendenze ospitata negli stessi giorni nella città giuliana.

Qui occorre una breve digressione sulle mie relazioni con il Forum Salute Mentale.
Si può dire che io segua il Forum Salute Mentale – più per motivi professionali che politici – fin da prima che nascesse. Nel primo periodo anzi mi sono impegnato attivamente finché a certe mie affermazioni sono seguite delle vaghe intimidazioni e quindi ho preferito allontanarmene ma sempre seguendolo a distanza (mi è capitato ancora di andare a qualche incontro, ricevo tuttora le email e talvolta visito i siti del Forum Salute Mentale).

“Ah però” penso... il fatto che il Forum Salute Mentale aderisca all'iniziativa Altra Trieste mi fa pensare che nonostante tutto non è ancora morto del tutto come credevo e la cosa anche mi rallegra. Sono soprattutto soddisfatto che il Forum Salute Mentale (nella mia testa penso subito si tratti di quello regionale del Friuli - Venezia Giulia) aderisca ad un'iniziativa così importante come questa conferenza altra sulle droghe. Importante perché in un periodo storico-politico come quello che stiamo vivendo è urgente e necessario che si portino avanti discorsi, azioni e spazi contro la repressione e il controllo sociale in generale e sulla riduzione del danno e non la criminalizzazione di chi fa uso di sostanze nel particolare. Importante tanto più questa adesione del Forum in quanto costituito da persone che a vario titolo si trovano coinvolte o vicine al tema proposto e che quindi ne sono in certo senso parte.
Poi però penso: che strano il Forum Salute Mentale aderisce a questa controconferenza e io non ne ho saputo nulla...
Anzi ora che ci penso mi pare pure strano che non ci sia stato nessun dibattito sulla Conferenza governativa né sulle alternative.
Certo tutti credo gli aderenti o simpatizzanti il Forum avranno saputo della conferenza governativa, in tanti pure di quella alternativa (e se non lo sapevano/sanno è per loro negligenza) è allora alla luce dell'adesione del Forum Salute Mentale il mancato dibattito è assordante e mi si insinua un tarlo...
Cerco meglio in rete e vengo a sapere che il Forum Salute Mentale in questione non è quello locale ma quello nazionale che (non è dato sapere nella persona di chi dai dati che ho trovato) insieme ad altri enti, associazioni e istituzioni ha pubblicamente aderito all'alternativa alla tre giorni governativa in una conferenza stampa tenutasi il 27 febbraio a Roma presso la sede Funzione Pubblica Cgil del Lazio (e l'ambigua attitvità/presenza della Cgil nella psichiatria è uno di quegli argomenti che meriterebbe un approfondimento...) e così sospetto che sia stata la direzione del Forum Salute Mentale a livello nazionale ad aver preso la decisione di inserirsi in questa iniziativa.
È in ogni caso evidente una totale mancanza di orizzontalità: a livello locale non c'è stato nessun dibattito sulla questione: e visto che la conferenza si svolge a Trieste la cosa mi pare estremamente grave o se non altro sintomatica di una modalità di fare politica o se si preferisce di organizzazione. A giudicare dal fatto che neppure sul sito ufficiale del Forum Salute Mentale non c'è scritto nulla in proposito poi mi fa quasi pensare che sia stata l'iniziativa di qualcuno presente alla conferenza stampa di Roma ad inserire il Forum Salute Mentale con tutto ciò che questo comporta politicamente.
Sia come sia la cosa a conti fatti non mi stupisce troppo e visto l'attività precedente del Forum Salute Mentale non poteva non essere così.
A morire a stento in tutto questo sono non solo i drogati per la conferenza governativa ma pure il Forum Salute Mentale che ha dimostrato una volta in più di non essere in grado di avere un dibattito interno che sia minimamente orizzontale e costruttivo ma di essere spazio corporativistico per azioni gauchiste, parziali, non condivise o perlomeno non discusse.
Non credendo più ad una possibilità di una diversa gestione del Forum Salute Mentale parteciperò alle iniziative per un'ALTRA TRIESTE...
postato da Lazaric alle ore 14:08 | link | commenti
categorie: politica, reparto n° 6
venerdì, 06 marzo 2009

Cantiere impresa sociale

C’è chi parla di flop, chi di occasione mancata, chi di una norma che è stata abbandonata a se stessa. SocialJob (in edicola con Vita) prova a fare il punto a tre anni dal varo della nuova legge, guardando i numeri del registro delle imprese

Agli uffici di Infocamere si rilevano soltanto 27 imprese sociali iscritte alla speciale sezione L del Registro delle imprese. Ma spulciando il database online (www.registroimprese.it) di imprese con denominazione “sociale” ne risulterebbero 370, di cui tra le 100 e le 150  effettivamente “di nuova generazione” secondo la legge 155. Dove sta la verità?

Solo tre Camere di commercio - Rimini, Pisa e Livorno - hanno messo online guide all’iscrizione per le nuove forme giuridiche e che l’unico sportello informativo, aperto alla Ccia di Latina, ha chiuso per mancanza di fondi. Il risultato è un clima di confusione che colpisce gli stessi diretti interessati.

Ancor più curioso è il dato sulla tipologia di attività condotte dalle nuove forme giuridiche. La quasi totalità rientrerebbe nella categoria delle scuole paritarie, ex srl, snc o imprese individuali, che tra il 2007 e il 2008 hanno cambiato lo statuto, adeguandosi alle direttive della 155/2006.

E il terzo settore? Finora sembrerebbero pochissime le associazioni e gli enti non profit che hanno scelto di cambiare statuto. In più, nella maggioranza dei casi il passaggio è stato imposto da direttive regionali e, comunque, vissuto con non poca perplessità.

Insomma, l'impresa sociale sinora ha tutta l'aria di un'occasione non colta. Forse perché, come dice Paola Menetti, presidente di Legacoopsociali, intervistata da Giuseppe Frangi, «sembra che a nessuno interessasse davvero farla decollare. A partire dal legislatore. Quella dell’impresa sociale alla fine ha l’aspetto di una bella opzione molto condivisa, ma di cui in pratica pare che nessuno sentisse davvero il bisogno. La legge istitutiva è stata approvata da una maggioranza larghissima, ma poi nella legge sta scritto precisamente che non deve esserci alcun costo per le casse dello stato, e questo ha fatto pensare che in realtà non si stava investendo granchè sulla promozione di questo nuovo soggetto». Eppure, come scrive Vilma Mazzocco, presidente di Federsolidarietà-Confcooperative, nel suo editoriale, proprio in questo momento di crisi «lo strumento “impresa sociale” consente di coalizzare nuove alleanze, di realizzare progetti multidimensionali, di interesse generale, di “riallocare” in forma non estemporanea risorse locali per sostenere la risposta a nuovi bisogni.  Senza ulteriori indugi dobbiamo contribuire a definire un’agenda di politiche attive per l’impresa sociale non perché conviene ma perché è uno strumento utile, anche per la cooperazione, per organizzare nuove energie mutualistiche e nuove generosità e per comporre un nuovo paradigma di sviluppo».

Fonte: Vita.it

postato da Lazaric alle ore 08:57 | link | commenti
categorie: politica, lavoro, cooperazione

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Utente: Lazaric
"Nel cortile dell'ospedale c'è un piccolo padiglione, circondato da tutto un bosco di lappole, di ortica e di canapa selvatica. Il suo tetto è rugginoso, il tubo del camino è a metà crollato, gli scalini della scala principale sono marciti e c'è cresciuta l'erba, e dell'intonaco son rimaste soltanto le tracce. La facciata anteriore è rivolta verso l'ospedale, quella posteriore guarda nella distesa dei campi verdi da cui lo separa il grigio recinto dell'ospedale, tutto chiodi. Questi chiodi, con le punte rivolte all'insù, e il recinto e lo stesso padiglione hanno quello speciale aspetto triste che da noi hanno soltanto le costruzioni ospedaliere e carcerarie. Se non avete timore delle scottature d'ortica, inoltriamoci per lo stretto sentiero che conduce al padiglione, e guardiamo che cosa succede là dentro."

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