REPARTO N° 6

cronache da un (ex) manicomio
domenica, 16 agosto 2009

L'abito non fa il monaco: la pubblicitĂ  della Pfizer


Questo spot è accativante e spinge sul pietismo che sempre suscita l'immagine di un bimbo malato: peccato che la Pfizer sia la più grande società farmaceutica del mondo: il nome del loro prodotto più conosciuto è senza'altro il viagra però producono psicofarmaci come xanax, zoloft e altri: parrebbe che esistano casi in cui questi psicofarmaci hanno portato addirittura al suicidio dell’inviduo che li acquisiva, oppure a stragi di massa come quella avvenuta nella scuola americana di Columbine.
Per chiudere in bellezza la Pfizer ha avuto guai legali perché in Nigeria sperimentava farmaci sui bambini causandone la morte in 11 casi...
i comunisti mangiano i bambini, i preti li violentano, le multinazionali li rendono cavie e poi protagonisti dei loro spot lucrandoci due volte...
postato da Lazaric alle ore 12:27 | link | commenti
categorie: media, farmaci
venerdì, 19 giugno 2009

MORTI IMPROVVISE DI BAMBINI IN USA PER PSICOFARMACI: C'E' CORRELAZIONE

Pubblicati i risultati di un nuovo studio in USA finanziato dalla FDA: c’è correlazione tra l’uso di psicofarmaci per i bambini iperattivi (usati anche in Italia) e morti “improvvise ed inspiegabili”. Poma (Giù le Mani dai Bambini): “Nulla di inspiegabile, questi psicofarmaci sono metanfetamine, ovvero droghe: quindi in caso di assunzione prolungata uccidono”.

Torino - La Food and Drug Administration (FDA) ed il National Institute of Mental Health hanno finanziato un nuovo studio sugli effetti avversi derivanti dalla somministrazione ai bambini degli psicofarmaci utilizzati per sedare l'iperattività. I risultati sono stati resi noti in questi giorni in America: la ricerca, coordinata da Madelyn Gould, Professore di epidemiologia e Psichiatria pediatrica alla Columbia University, ha analizzato 564 casi di decessi di minori trattati per l'ADHD nel decennio tra il 1985 e il 1996, e l'esito è quello di un possibile legame esistente tra l'assunzione di medicinali contro la Sindrome da Deficit dell'Attenzione e Iperattività (ADHD, ovvero bambini troppo agitati e distratti) ed il rischio di "morte improvvisa".
"Gli eventi rilevati sono ancora da approfondire e comunque rari”, ha dichiarato il coordinatore della ricerca, “meno di un bambino ogni 10.000”, e peraltro attualmente la Food and Drug Administration (l’FDA, il massimo organismo di controllo sanitario in USA) non prevede di modificare le linee guida sull'impiego di questi prodotti, autorizzati all’uso anche in Italia.
“Questo studio rileva una significativa associazione, o un segnale di correlazione, tra decessi improvvisi ed inspiegabili e l’assunzione di farmaci per l’ADHD - sottolineano gli autori della ricerca - in particolare per quanto riguarda la terapia a base di metilfenidato” (Ritalin® e prodotti simili). Ed aggiungono: “I risultati di questa ricerca invitano a puntare l'attenzione sui possibili rischi per bambini e adolescenti derivanti dall’assunzione di medicinali stimolanti”. L'invito degli specialisti ai genitori preoccupati è di discutere delle eventuali perplessità con il medico, evitando di sospendere di propria iniziativa la terapia ai loro figli, anche per evitare gli effetti avversi tipici della repentina interruzione dell'assunzione di queste droghe.
Luca Poma - giornalista e portavoce di Giù le Mani dai Bambini®, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica - ha dichiarato: “È l'ennesimo campanello d'allarme sui pericoli derivanti dall'assunzione di questi psicofarmaci in tenera età. È sconcertante poi l'ipocrisia: qui di ‘inspiegabile’ non c'è proprio nulla, questi bambini muoiono in diretta relazione con l'assunzione di queste metanfetamine, ma i poteri forti influenzano l'FDA in USA, che trae sostentamento finanziario dalle multinazionali farmaceutiche che dovrebbe controllare, ed anche l'Agenzia del Farmaco e l'Istituto Superiore di Sanità, che seguono le ‘mode’ prescrittive americane: questi enti che dovrebbero vegliare sulla sicurezza dei nostri figli fanno come gli struzzi e nascondono la testa sotto la sabbia. D'altra parte, se ci sono gravi complicazioni solo per 1 bambino ogni 10.000 non c'è mica da preoccuparsi, dicono loro, perchè mai applicare restrizioni più prudenti?"
Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ha dichiarato al riguardo: “Il problema è che gli psicofarmaci hanno pregi e difetti, ma perché esporre a pericolo di morte dei bambini che non avrebbero alcun bisogno di esporsi a questo rischio? Questi farmaci sono proprio necessari, dato che molti mettono addirittura in dubbio l’esistenza stessa della sindrome ‘ADHD’, che è considerata sempre più una ‘sindrome fantasma’, una moda prescrittiva del XX° secolo com’era all’epoca l’isteria femminile?”


(18/06/2009 informazione.it - comunicati stampa)




Cos'è l'ADHD?

ADHD significa letteralmente Attention Deficit Hyperactivity Disorder, che in lingua italiana diviene “Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività”.

Se un bambino è distratto, se non segue le direttive e si agita, oggi può essere etichettato come malato mentale e di conseguenza “trattato” con psicofarmaci che ricadono nella categoria degli stupefacenti.
(fonte perchenonaccada.org)

ulteriori informazioni su :
http://www.perchenonaccada.org/HTML-FILES/ADHD-INFO-UTILI.html
postato da Lazaric alle ore 12:50 | link | commenti (2)
categorie: farmaci
lunedì, 24 novembre 2008

Alzare gli occhi al cielo

Alzare gli occhi verso il cielo è un gesto con cui si manifesta disperazione e si invoca simbolicamente l'aiuto di qualche presunta entità superiore.

Ma, forse non a caso, alzare lo sguardo al cielo – o più probabilmente al soffitto dal chiuso di stanze pregne di odore di fumo e forse ancora di urina – è anche un gesto che si vede in persone psichiatrizzate e imbottite di psicofarmaci.

In particolare è un effetto causato anche dalla clotiapina sostanza nota col nome commerciale di Entumin della categoria farmacoterapeutica “psicolettico-antipsicotico”. Personalmente non ho mai visto nessuna persona “trattata” con questo farmaco che manifestasse maggiore lucidità o benessere; in compenso è forse in assoluto il farmaco più temuto dagli psichiatrizzati anche per l'uso pressoché abituale a scopo sedativo che ne viene fatto, scopo per il quale pare sia particolarmente adatto.

Oggi un utente con cui lavoro quotidianamente [curiosamente mettendo su Google le parole alzare gli occhi entumin si trova una pagina che in qualche modo ha a che fare direttamente con questa storia] dopo aver pernottato in Centro di Salute mentale per un curioso night-hospital dopo un po' ha iniziato ad avere questo sguardo con le pupille calamitate verso il soffitto. Dopo un po' che proseguiva questa fissità ho telefonato per mettere a conoscenza i referenti medici e per avere eventualmente delle indicazioni su come comportarmi e su quali antidoti evidentemente potessero essere adeguati.

Al di là delle considerazioni sulla simulazione dell'utente in questione che pure può esserci stata la risposta che ho avuto è secondo me in ogni caso significativa. Dopo avermi fatto attendere per un consulto dell'infermiere con il medico di guardia mi viene detto (dopo i farmaci da dare se la situazione fosse persistita e di cui io ovviamente non avevo la disponibilità) che l'episodio poteva essere causato dal fatto che il giorno prima il nostro uomo dallo sguardo di traverso “si è comportato male quindi è stato redarguito”... testuali parole... non è dato sapere cosa sia il “male” e come si redarguisca opportunamente... a me quello sguardo ha suggerito qualche idea...

Del resto questo effetto collaterale non è il più sconvolgente infatti avventurandosi nella coraggiosa lettura del bugiardino del farmaco in questione – attività inquietante per ogni tipo di farmaco e vieppiù per gli psicofarmaci – c'è scritto tra gli altri effetti collaterali: “Casi molto rari di morte improvvisa”...

postato da Lazaric alle ore 10:12 | link | commenti (6)
categorie: farmaci, reparto n° 6
venerdì, 24 ottobre 2008

IO NON SONO MARY POPPINS!

OVVERO NON BASTA UN POCO DI ZUCCHERO (O CAFFÈ) PER MANDARE GIÙ LA PILLOLA

Circa un anno e mezzo fa vedeva la luce ad opera del Dipartimento di Salute Mentale a cui afferisce il reparto 6 un manualetto esplicativo delle funzioni e sull'uso degli psicofarmaci dal titolo Quando gli psicofarmaci bisogna proprio prenderli (?). Sottotitolo Manuale per fornire informazioni utili alle persone che vivono l'esperienza del disturbo mentale e ai loro familiari.

Io all'epoca avevo salutato l'iniziativa con favore (anche se decisamente con sospetto).

Chissà che non sia la volta buona che non si riesca a giungere a un minimo di consenso informato nella somministrazione dei farmaci se non altro per chi conserva un minimo di relazioni sociali e capacità critica pensai e mi parve che questa pubblicazione si muovesse in questa direzione anche nel rispetto del regolamento circa i diritti degli utenti che anni fa questo dipartimento si è dato (regolamento tanto ben fatto da essere poi adottato anche in altre aziende sanitarie... e regolamento che venne approvato mentre quasi tutti punti che prevedeva venivano già sistematicamente violati nella pratica quotidiana ma questa è un'altra storia...)

Mary Poppins è un'infermiera?

In realtà nella pratica di somministrazione dei farmaci io non ho notato nessun cambiamento e infatti non meno di una settimana fa in seguito all'ennesimo acting out di un utente viene chiamata la sua psichiatra di riferimento (tramite centro di salute mentale che non vuole essere contattata sul suo numero di cellulare) curatrice, con la sorveglianza del direttore del dipartimento, del libretto di cui sopra per metterla al corrente della situazione. Come al solito si riconosce come motivo di questi atti violenti sempre e solo la terapia (significativo il fatto che quando in psichiatria a qualsiasi latitudine di dice “terapia” si intenda solo e soltanto quella psicofarmacologica).

Allora ci vengono sollevate questioni circa il fatto che con tal dei tali è difficile fare un colloquio per parlare della “terapia” (e vorrei vedere: se accettasse prono psicofarmaci a palate sarebbe da preoccuparsi); che prende già troppi antipsicotici associati anche se non si potrebbe... come se la prescrizione gliela avessimo fatta noi che i farmaci non dovremmo neppure toccarli tranne poi doverlo fare tramite il diabolico stratagemma della cosiddetta “autosomministrazione” secondo il quale noi dovremmo solo monitorare che gli utenti (tutti gli utenti...) si prendano le loro pilloline e goccine da soli salvo poi dover rispondere di eventuali problemi legati agli effetti collaterali di quei farmaci se presi/dati in modo non del tutto corretto...in tal caso si sa il segreto di pulcinella non regge ed è – pare che qui sia già successo – l'operatore che ne risponde...

Dulcis in fundo in una telefonata successiva ci dice che se lui rifiuta la terapia che gli proponiamo non dobbiamo contrariarlo e di fargli un caffè da correggere con la consueta abbondante dose di gocce e goccine e che loro fanno così nei centri di salute mentale (i più vecchi d'Italia e che non hanno forse più ben presente le loro controverse, oscure e nebulose origini per taluni gloriose ma io non sono della stessa opinione).

Non stento a credere a quanto dice io stesso ho visto cacciare pastiglie bruscamente in bocca di utenti oppure sbriciolate e mescolate con qualsiasi sostanza edibile dalla minestra alla marmellata e giù; o gocce messe in succhi di frutta o coca-cola e se devo credere a quanto mi è capitato di sentire talvolta viene fatto pure nella birra o nel vino.

Io però non ci sto: il discorso terapia farmacologica è delicato e complesso io non mi sono quasi mai rifiutato di darla però non a queste condizioni e in questo modo. Io non accetto di operare contro la volontà di una persona e non solo per il fatto che il mio lavoro si basa sulla relazione che verrebbe minata da un atto vile come quello di travisare i farmaci nel cibo o nelle bevande. Trovo sia un gesto infame e mi rifiuto e mi indigno davanti a un invito del genere. Dico il mio no a questo tipo di pratiche, a questa qualità del lavoro, a questa violenza!

In ogni caso dopo questo episodio mi sono riletto bene quel manualetto però devo dire la verità che non sono riuscito a trovare scritto da nessuna parte il fatto che la “terapia” si debba o possa somministrare nel caffè... ma si sa tra il dire e il fare..

postato da Lazaric alle ore 15:01 | link | commenti (4)
categorie: farmaci, antipsichiatria, 180 , reparto n° 6
sabato, 24 maggio 2008

Farmakiller

 
Farmakiller
Stampa Alternativa
di Stefano Apuzzo - Marcello Baraghini
€ 12,00  pp. 288
(ecoalfabeto - i libri di Gaia)  978-88-6222-032-3
novità: maggio 2008
 
Business, follie e morti in nome della medicina e della scienza. Come difendersi. Prefazione di Beppe Grillo

“Sono arrivata alla mia età così in forma perché non ho quasi mai fatto uso di farmaci”.
Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina in un’intervista al “Corriere della Sera”, agosto 2001


I danni collaterali da farmaci sono la quarta causa di morte in America.
Farmakiller è il libro verità sui rischi che corre ogni giorno la nostra salute a causa dei farmaci e della “medicalizzazione” della società. Una denuncia documentata dei danni irreparabili e delle morti causate dalla medicina ufficiale.
Un colossale business costruito tutto sulla pelle dei malati e delle persone sane, avvalorato da “camici sporchi” e dalle tante Wanna Marchi della medicina e della scienza che piazzano ogni anno nuovi, inutili prodotti o costruiscono nuove carriere.
Chi ne fa le spese siamo noi consumatori e utenti secondo il principio che “la cura è peggio del male”.
Un libro indispensabile per chi tiene alla salute propria, delle persone care e non ha alcuna intenzione di “farsi ammalare”.
postato da Lazaric alle ore 13:52 | link | commenti
categorie: libri, farmaci
mercoledì, 09 aprile 2008

elettroshock e psicofarmaci

Oggi al TG2 salute del giornalista pseudo scientifico Luciano Onder – sempre prono alla corporazione medica e sempre pronto a prostituire il proprio spazio televisivo che presumibilmente dovrebbe essere di servizio a potentati e multinazionali farmaceutiche – era presente il dottor Giovan Battista Cassano: il boia di Pisa. E' andato in onda uno dei più squallidi spot pro-elettroshock che ci si possa immaginare con Onder che faceva stupide domande per permettere al boia di sostenere la sua folle idea di promozione delle scosse al cervello. Cassano ha pure detto che l'elettroshock “non è una pratica violenta e repressiva” però non ha detto che se non è repressiva è perché qualcuno i manicomi ha voluto distruggerli e quindi questa pratica non ha più quegli spazi di cui disponeva prima anche se evidentemente rimangono i buchi neri delle cliniche private – che Cassano conosce bene – e di tanti diagnosi e cura in giro per l'Italia...

Comunque l'elettroshock a chi lo propone!

Oggi è anche stata la giornata in cui la procura di Lecce ha aperto un'inchiesta su presunte somministrazioni di calmanti ai bambini più vivaci in un asilo privato di Nardò. Il fatto se vero è evidentemente abominevole però mi fa considerare che la percezione che la gente ha degli psicofarmaci è preoccupantemente superficiale se delle maestre – che si presume abbiano una certa cultura e sensibilità verso temi quali educazione, assistenza ed in generale quanto appartiene al “care” - somministrano dei farmaci così “pesanti” come dei calmanti a bimbi di età prescolare. Non c'è per nulla da stare allegri...

postato da Lazaric alle ore 21:20 | link | commenti
categorie: farmaci, antipsichiatria, storie di pazzi e di normali
venerdì, 09 marzo 2007

Delibera definitiva dell’AIFA: il Ritalin torna in commercio

 Nonostante le pressioni di politici, medici ed associazioni, il Consiglio d’Amministrazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), ha autorizzato la reimmissione in commercio nel nostro paese del contestato psicofarmaco per bambini Ritalin.

Nonostante le pressioni e gli inviti alla prudenza di buona parte del mondo politico, della comunità scientifica e di quella civile – e in anticipo di tre settimane sulla data della delibera preannunciata pubblicamente - il Consiglio d’Amministrazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), ha autorizzato la reimmissione in commercio nel nostro Paese del contestato psicofarmaco per bambini Ritalin, oggetto non più tardi di due settimane fa di un pesante avvertimento della Food And Drug Administration americana per i potenziali rischi di ictus, crisi maniaco-depressive, complicazioni cardiache e morte improvvisa anche su bambini in cura a il manifesto della campagna "giĂą le mani dai bambini"normale dosaggio terapeutico.

“Si tratta - ha dichiarato Luca Poma, portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”, la prima campagna indipendente in farmacovigilanza per l’età pediatrica – di un’accelerata inspiegabile e gravida di conseguenze negative per la salute dei bambini, in quanto i protocolli diagnostico-terapeutici elaborati dall’AIFA e dall’Istituto Superiore di Sanità sono del tutto lacunosi ed orientati soprattutto verso la soluzione farmacologica. Nonostante l’acceso dibattito in Parlamento (sono previste nuove interrogazioni nei prossimi giorni) l’AIFA agisce come un ‘battitore libero’, facendo di fatto gli interessi dei produttori: questo è scandaloso, dovranno assumersi la responsabilità di fronte al Paese”.

“Al fine di garantire un uso sicuro e appropriato del farmaco – ribatte l’AIFA in una nota - e a limitarne l'impiego in casi selezionati e non rispondenti alle sole terapie psico-comportamentali il provvedimento assunto oggi dal Consiglio di Amministrazione dell'Aifa vincola la prescrizione del farmaco all'osservazione di un rigidissimo protocollo che prevede l'esecuzione di una diagnosi differenziale e la definizione di un Piano terapeutico da parte di Centri di neuropsichiatria infantile individuati dalle Regioni e l'istituzione di un apposito Registro nazionale presso l'Istituto Superiore di Sanità.

Ma i promotori della campagna “Giù le Mani dai Bambini” non ci stanno ed annunciano battaglia. “Non dimentichiamo – conclude Poma – che il Consiglio d’Amministrazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco è presieduto da una ex alta dirigente di FarmIndustria, la lobby delle multinazionali farmaceutiche. Promuoveremo quindi tutte le più opportune azioni per ricorrere contro questa decisione affrettata e lesiva dell’interesse dei minori italiani“.

Per maggiori informazioni: http://www.giulemanidaibambini.org/
www.aifa.it

Linda Grilli

da: http://www.prontoconsumatore.it/ArchivioArticoli/tabid/72/ItemID/881/View/Details/Default.aspx

postato da Lazaric alle ore 16:59 | link | commenti (1)
categorie: farmaci, antipsichiatria

Chi sono

Utente: Lazaric
"Nel cortile dell'ospedale c'è un piccolo padiglione, circondato da tutto un bosco di lappole, di ortica e di canapa selvatica. Il suo tetto è rugginoso, il tubo del camino è a metà crollato, gli scalini della scala principale sono marciti e c'è cresciuta l'erba, e dell'intonaco son rimaste soltanto le tracce. La facciata anteriore è rivolta verso l'ospedale, quella posteriore guarda nella distesa dei campi verdi da cui lo separa il grigio recinto dell'ospedale, tutto chiodi. Questi chiodi, con le punte rivolte all'insù, e il recinto e lo stesso padiglione hanno quello speciale aspetto triste che da noi hanno soltanto le costruzioni ospedaliere e carcerarie. Se non avete timore delle scottature d'ortica, inoltriamoci per lo stretto sentiero che conduce al padiglione, e guardiamo che cosa succede là dentro."

Foto recenti

genealogia della precarietĂ  degli operatori sociali genealogia della precarietĂ  d...
Vedi altri media

 

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte