
Sono esitante a intervenire in ogni discorso che riguardi quell'emisfero che noi chiamiamo pazzia o con nomi analoghi, o adiacenti. La grande letteratura classica e moderna ha del resto reso incerti, ambigui i confini entro cui mantenere il discorso se vuole essere insieme non prevenuto e dialettico, come credo occorra a questo punto della evoluzione del sapere. Credo, e ne ho la forte insoddisfazione interna, che noi già commettiamo un abuso, già operiamo violenza ogni volta che impostiamo un'analisi o un ragionamento su quei fenomeni arrogandoci un'autorità di giudizio che non sapremmo bene spiegare chi ci ha conferito. Chi ci ha dato infatti quella autorità se non una convenzione provvisoriamente vincente di attitudini umane che non persuadono del tutto neppure noi?
Per me il disagio di argomentare su questa materia permane nonostante tutte le riduzioni forse utili, in ogni caso indispensabili alla ragione civile.Hombre normal que por un momento
cruzas tu vida con la del esperpento
has de saber que no fue por matar al pelícano
sino por nada por lo que yazgo aquí entre otros sepulcros
y que a nada sino al azar y a ninguna voluntad sagrada
de demonio o de dios debo mi ruina

Leopoldo María Panero Dal manicomio di Mondragón. Testo spagnolo a fronte, Roma, Azimut, 2007 [Poemas del manicomio de Mondragón, Madrid, Hiperion, 1987]
A Ulm, secondo la tradizione, si conservava nel Seicento la scarpa di Ahasvero, l’ebreo errante. Con quelle suole a prova di secoli si potrebbe intraprendere qualsiasi cammino, esercizio che i medici, un tempo, consideravano salutare per l’equilibrio psichico. Dice una nota a piè di pagina nell’edizione italiana completa dei racconti di Hoffmann, a proposito di un personaggio reale preso a modello dallo scrittore: «F. Wilhelm C. L. von Grotthus (1747-1801), cercava di combattere la malattia mentale ereditaria nella sua famiglia compiendo lunghissimi viaggi a piedi. Morì pazzo a Bayreuth».
Claudio Magris Danubio

Mi pareva interessante questo spunto su follia/movimento. Tema peraltro non nuovo viste le considerazioni iniziali di Deleuze e Guattari ne L'anti-Edipo su follia/nomadismo, la follia come fuga-movimento a partire dal Lenz di Büchner (altro folle camminatore)…